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settembre
ORTAGGI
frutta

Come tutte le radici, è molto ricca di sali minerali. È indicata quindi in tutti i casi di demineralizzazione, nelle cure ricostituenti ma anche, per le sue proprietà sedative, ai soggetti nervosi.
Purtroppo viene consumata quasi sempre cotta (in realtà, per chi non possiede un orticello, è pressochè impossibile reperirla sul mercato non lessata) mentre invece andrebbe mangiata cruda, grattugiata in un'insalata mista.
Il cavolfiore appartiene alla famiglia delle crucere. Le indicazioni di questo ortaggio sono così vaste che coprono
letteralmente, tutte le patologie. Può essere usato per via interna o anche esternamente. L'utilità maggiore l'abbiamo impiegandolo in caso di infiammazione delle vie respiratorie (dal raffreddore alla bronchite, dalla tonsillite alla laringite), nell'artrosi, nelle gastriti e ulcere gastriche e duodenali, in caso di coliti e coliti ulcerose, nelle stanchezze eccessive, contro l'acne e le dermatosi in genere, in caso di insufficienze epatiche e renali, nella stitichezza.
L'acqua di cottura, ricca di zolfo, è ottima per la cura degli eczemi e delle infiammazioni in genere.
È un alimento-medicina di tradizione antichissima. Esistono diverse varietà di questa crucera: cavolo cappuccio, cavolo verza, cavolo rosso, cavolfiore, cavolo rapa, cavolini di Bruxelles, ma le loro proprietà in gran parte coincidono. Le indicazioni di questo ortaggio sono così vaste che coprono
letteralmente, tutte le patologie. Può essere usato per via interna o anche esternamente. L'utilità maggiore l'abbiamo impiegandolo in caso di infiammazione delle vie respiratorie (dal raffreddore alla bronchite, dalla tonsillite alla laringite), nell'artrosi, nelle gastriti e ulcere gastriche e duodenali, in caso di coliti e coliti ulcerose, nelle stanchezze eccessive, contro l'acne e le dermatosi in genere, in caso di insufficienze epatiche e renali, nella stitichezza.
Contrariamente alle abitudini di molti che, ad esempio, mangiano la verza rigorosamente cruda ma ritengono un obbrobrio i cavolini di Bruxelles finemente affettati in insalata mista, tutti i cavoli sono non solo terapeuticamente validi ma anche più digeribili se mangiati crudi. Infatti la cottura in acqua disperde molte delle proprietà benefiche e la frequente associazione con carne o grassi animali rende questi vegetali veramente indigesti.
È molto meglio mangiarli come antipasto crudo assieme ad altre verdure. In alcuni casi (ulcere, coliti, insufficienze epatiche e renali) è indicato berne anche il succo (almeno due bicchieri al giorno), diluito, per attenuarne il sapore non gradevolissimo, con succo di carote e di finocchio.

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È composto prevalentemente di acqua (oltre il 95%) e quindi la sua azione non potrà che essere rinfrescante e diuretica. È adatto per essere consumato, finemente affettato con la sua buccia, assieme ad altri ortaggi nelle insalatone miste estive. A qualche persona è molto indigesto. Qualcun altro lo mangia cotto... Tutti i gusti sono gusti!

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Ricchi di vitamine A e C, il loro consumo è indicato in caso di anemia e diabete; sono inoltre ricchi di fibre, per cui consigliati a soggetti affetti da stitichezza.
Una raccomandazione: dal momento che contengono un enzima che disturba la digestione, è consigliabile non consumarli crudi, anche perchè risulterebbero poco gustosi.

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Il valore alimentare dei funghi è piuttosto modesto a causa del considerevole contenuto di acqua, che si aggira intorno all'85 per cento.
Privi di clorofilla e caratteristici della stagione autunnale. I funghi sono poco digeribili a causa del contenuto di micocellulosa, una fibra che non é aggredibile dagli acidi dello stomaco.

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Vegetale coltivato in moltissime varietà, costituisce un ulteriore esempio di come gli ortaggi diano un contributo importante al funzionamento dell'organismo e al suo benessere al di là dell'apporto di proteine, grassi e zuccheri. Infatti le calorie di 100 g di lattuga sono appena 20. Nonostante ciò anche la lattuga vanta nobili tradizioni sia culinarie che terapeutiche. Il suo lattice biancastro ha proprietà sedative e calmanti: particolarmente utile sarà quindi offrire ai bambini irrequieti, nella cena serale, un bel piattino di lattuga cruda. Agisce inoltre positivamente sul fegato e sui reni, come d'altra parte tutte le composite, di cui la lattuga conserva, seppur attenuate, le proprietà.

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Ortaggio controverso, come tutte le solanacee: alcuni decantano le sue proprietà colagoghe e col eretiche (aumenta la produzione e l'eliminazione della bile da parte del fegato) nonchè diuretiche; altri invece attirano soprattutto l'attenzione sul fatto che la melanzana contiene un alcaloide velenoso, la solanina, che agisce deprimendo la funzionalità del sistema nervoso centrale. Poichè la solanina è in buona parte inattivata dal calore, le melanzane vanno consumate solo cotte (stufate o alla griglia), magari dopo averle fatte spurgare per qualche ora, tagliate a fette e cosparse di sale. Questa operazione tradizionale risponde in effetti alla necessità di equilibrare in qualche modo un ortaggio che lascia qualche perplessità e cui consumo è bene sia saltuario e rigorosamente limitato aIla stagione estiva.

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Molto modesto il suo apporto nutritivo, è utile soprattutto per l'alto contenuto in vitamina C. Quando però è consumato cotto questo elemento scompare. Rimane comunque un eccellente accompagnamento estivo per i cereali, specialmente il riso. Risulta per molti indigesto e, consumato crudo, esercita una azione stimolante sulla secrezione gastrica: sarà quindi utile per coloro che desiderano incrementare la produzione di succhi digestivi, mentre rimane controindicato ai sofferenti di gastriti e ulcere.

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Ultimo rappresentante delle solanacee , vi è chi lo considera un frutto e chi, la maggioranza, lo tratta come una verdura. È comunque rinfrescante, diuretico, antiinfettivo (è molto ricco di vitamina C e vitamina A), favorisce l'evacuazione delle feci, è utile per allontanare dal corpo gli acidi urici, è un buon rimineralizzante. È un ortaggio tipicamente estivo e il suo consumo, allo stato fresco andrà rigorosamente limitato a questa stagione.
Tradizionalmente il pomodoro è accompagnato sempre (è ancora un tentativo di riequilibrare?) da erbe aromatiche ed amare (basilico, aglio, cipolla, rucola, origano...) che indubbiamente ne favoriscono la digestione.
Il cosiddetto "pomodoro da insalata", cioè praticamente il pomodoro non ancora maturo, non va mai consumato: contiene infatti ancora notevoli quantitativi di solanina.
Che dire della salsa di pomodoro con la quale è abitudine condire la pasta in qualsiasi periodo dell'anno? Va innanzi tutto ricordato che il pomodoro più è cotto meno è digeribile: nella preparazione della salsa i tempi di cottura vanno quindi estremamente ridotti. È importante inoltre non limitarsi, nell'allestire il condimento per la pasta, alla solita salsa di pomodoro: le possibilità possono e debbono essere diverse. Dalle semplici erbe aromatiche (basilico, maggiorana, menta, timo, cerfoglio, melissa, erba cipollina, prezzemolo...) accostate magari all'aglio e legate con un buon olio extra vergine di oliva, alle verdure più varie (broccoli, cime di rapa, carciofi, melanzane, zucchini, cipolle, carote...) adeguatamente acconciate, la varietà è veramente infinita.

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Sia selvatica (con un aroma più deciso) che coltivata (dal gusto più dolce) è una pianta dalle spiccate funzioni digestive e tonificanti generali. E apprezzata nel periodo caldo, mescolata ai pomodori o alle insalate estive, in genere molto acquose, per la nota calda e penetrante con la quale migliora la loro digeribilità.

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Lo scalogno è un parente stretto della cipolla, tanto da essere considerato il suo sostituto nelle ricette più raffinate. Infatti lo scalogno non è molto diffuso e viene proposto nella cucina più attenta ai gusti delicati. Infatti ha un sapore più deciso della cipolla, ma meno intenso .
È un vero ricostituente naturale ed è un laboratorio chimico concentrato in pochi grammi, ricchissimo d'elementi preziosi per la salute (solfuro di allile, selenio, silicio, Vitamine A e C, antocianine, flavonoidi).

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Gli zucchini sono in pratica delle zucche ancora immature e perciò ricchissime d'acqua (c'è chi li considera in effetti più delle bevande che del cibo solido). Specialmente lessati (a parte il sapore delizioso) non conservano gran che delle loro proprietà, analoghe, ma attenuate, a quelle della zucca. Quindi, o si consumano crudi, grattuggiati, o si fanno stufati (trifolati, come si dice) con aglio e cipolla.

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È un frutto il cui consumo è limitato ai mesi estivi. Per le sue note caratteristiche ha un effetto reidratante e diuretico molto spiccato. Aiuta piacevolmente a sopportare meglio gli ardori del sole di luglio e agosto, ma non è da trascurare la sua azione depurativa del sangue. Perchè sia digeribile, va mangiata come tutta la frutta rigorosamente lontana dai pasti.

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Allo stato fresco ha valore per la sua digeribilità e, ricco di proprietà emollienti ed espettoranti, per l'azione benefica svolta in malattie come gastriti, coliti, stitichezze, bronchiti, tossi, catarri.
Allo stato secco, pur conservando intatte le proprietà del frutto fresco, assume maggiormente caratteristiche di ordine nutritivo. Infatti se 100 g di fico fresco sviluppano 80-100 calorie, 100 g di fico secco arrivano fino a 300 calorie (non a caso, assieme alle mandorle, all'uvetta e alle nocciole, costituiva un tempo l'elemosina più gradita dai frati questuanti).

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La melagrana contiene zuccheri, vitamine A, B e C e altri preziosi antiossidanti, come l’acido ellagico. Bere infusi con i suoi grani macinati permette di purificare l’intestino. Questo frutto, inoltre, rafforza le difese immunitarie ed è benefico per l’impianto vascolare in generale. Si ritiene inoltre che 50 ml al giorno di succo di melagrana aiuti a frenare la formazione del colesterolo. Gli egiziani già 4.000 anni fa e gli europei del XIX secolo conoscevano le proprietà vermifughe di questo frutto, che sono state confermate da un’analisi moderna. La presenza di tannino, poi, gli conferisce proprietà astringenti, mentre il potassio in esso contenuto aiuta contro il gonfiore. È infine un ottimo antiemorragico.

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Utile soprattutto per le sue proprietà rinfrescanti e diuretiche.
È indicato anche in caso di stitichezza, specialmente se accompagnata da emorroidi.
Perchè l'organismo lo possa veramente utilizzare e il suo consumo sia accompagnato dai vantaggi descritti, occorre evitare quell'ignobile intruglio costituito dal classico "prosciutto e melone". Questo modo di mangiare il melone (o il prosciutto?) garantisce molto spesso gonfiori gastrici e intestinali, eruttazioni, digestioni lunghe e difficili..., la scelta migliore è quindi quella di fare un pasto di solo melone.

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Con caratteristiche soprattutto rinfrescanti, se ben matura è un ottimo lassativo. Non è equilibrata come la mela e il suo consumo è bene che sia quindi più saltuario.

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È, come gran parte della frutta estiva, diuretica e lassativa. Queste due proprietà sono sempre il segno di un'azione depurativa che si manifesta proprio con l'incremento della funzionalità dei reni e dell'intestino.

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È un frutto molto amato, allo stato secco, da coloro che soffrono di stitichezza: cinque o sei prugne secche, a bagno dalla sera prima in una tazza d'acqua, consumate con la loro acqua il mattino successivo, costituiscono un eccellente e innocuo lassativo (per migliorarne l'efficacia è a volte necessario aggiungere nella stessa tazza uno o due cucchiai di semi di lino).
Anche come frutto fresco non è da sottovalutare: è uno stimolante nervoso, un diuretico, decongestiona il fegato ed è indicatissimo in caso di stanchezze dovute a lavoro fisico o intellettuale.

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uva

Ultimo elemento del terzetto di ampia e sicura tradizione terapeutica (uva, mela, limone), l'uva è un frutto quasi "perfetto” .
Le sue proprietà terapeutiche sono sfruttate da millenni: si hanno notizie delI'ampeloterapia (cioè cura dell'uva) fin dai tempi degli antichi romani.
In effetti la sua composizione è del tutto particolare: si può paragonare benissimo al latte di donna.
Per le sue caratteristiche, si presta in modo eccellente ad una cura disintossicante e ricostituente nello stesso tempo.
La cura dell'uva va fatta avendo la possibilità di cogliere il frutto poco prima di mangiarlo (è molto meno efficace l'uva
già raccolta da qualche giorno). Si può sostituire gradatamente un pasto dopo l'altro con sola uva, fino ad un consumo massimo di due o tre kg al giorno; dopo uno o due giorni, durante i quali ci si alimenta esclusivamente con uva, si introducono gradatamente i cibi in precedenza tralasciati, iniziando con verdure fresche e cereali e lasciando per ultimi quelli ricchi in proteine e grassi.
È importante, per evitare spiacevoli fatti fermentativi intestinali, che i pasti siano sempre composti di sola uva.
Quando il consumo inizia a diventare consistente, le scorze degli acini e i semi (vinaccioli) dell'uva possono irritare la mucosa del colon: è opportuno allora consumare l'uva molto lentamente sputando semi e bucce oppure, molto meglio, bere il succo ottenuto con la centrifuga.
I vantaggi che derivano dalla cura dell'uva, ma anche dal suo normale consumo stagionale, sono legati alle sue proprietà: disintossicante, energetica per muscoli e sistema nervoso, rimineralizzante, decongestionante del fegato, rinfrescante, diuretica, lassativa...

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