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novembre
ORTAGGI
broccolo, cavolfiore, cavolo,
cavolini di Bruxelles,
cicoria
e radicchio,
finocchio, fungo, lattuga, patata, peperone, porro,
scalogno,
sedano rapa, spinacio,
zucca
frutta
Se freschissimo, può essere consumato crudo in pinzimonio,
per approfittare del suo contenuto di vitamina C e A. Interessante
anche il contenuto di calcio e fosforo, ottimi per i ragazzi in crescita,
per le donne in gravidanza e in allattamento. E' inoltre utile per
l'intestino pigro data la presenza della cellulosa.
La tradizione terapeutica continua ancora oggi, infatti si dice che
il decotto di cavolo cura bronchiti e asma. Basta cuocere alcune
foglie di cavolo, colare e addolcire con miele e bere una tazza al
mattino e una alla sera. Un'altra delle proprieta' del cavolo broccolo
e' quella antiulcera, contiene infatti il gefanato sostanza impiegata
da parecchi anni proprio nei farmaci antiulcera perche' agisce come
rinforzante sulla mucosa dello stomaco proteggendola dagli acidi.
Il cavolfiore appartiene alla famiglia delle crucere. Le indicazioni
di questo ortaggio sono così vaste che coprono
letteralmente, tutte le patologie. Può essere usato per via
interna o anche esternamente. L'utilità maggiore l'abbiamo
impiegandolo in caso di infiammazione delle vie respiratorie (dal
raffreddore alla bronchite, dalla tonsillite alla laringite), nell'artrosi,
nelle gastriti e ulcere gastriche e duodenali, in caso di coliti
e coliti ulcerose, nelle stanchezze eccessive, contro l'acne e le
dermatosi in genere, in caso di insufficienze epatiche e renali,
nella stitichezza.
L'acqua di cottura, ricca di zolfo, è ottima per la cura degli
eczemi e delle infiammazioni in genere.
È un alimento-medicina di tradizione antichissima. Esistono
diverse varietà di questa crucera: cavolo cappuccio, cavolo
verza, cavolo rosso, cavolfiore, cavolo rapa, cavolini di Bruxelles,
ma le loro proprietà in gran parte coincidono. Le indicazioni
di questo ortaggio sono così vaste che coprono
letteralmente, tutte le patologie. Può essere usato per via interna o
anche esternamente. L'utilità maggiore l'abbiamo impiegandolo in caso
di infiammazione delle vie respiratorie (dal raffreddore alla bronchite, dalla
tonsillite alla laringite), nell'artrosi, nelle gastriti e ulcere gastriche e
duodenali, in caso di coliti e coliti ulcerose, nelle stanchezze eccessive, contro
l'acne e le dermatosi in genere, in caso di insufficienze epatiche e renali,
nella stitichezza.
Contrariamente alle abitudini di molti che, ad esempio, mangiano la verza rigorosamente
cruda ma ritengono un obbrobrio i cavolini di Bruxelles finemente affettati in
insalata mista, tutti i cavoli sono non solo terapeuticamente validi ma anche
più digeribili se mangiati crudi. Infatti la cottura in acqua disperde
molte delle proprietà benefiche e la frequente associazione con carne
o grassi animali rende questi vegetali veramente indigesti.
È molto meglio mangiarli come antipasto crudo assieme ad altre verdure.
In alcuni casi (ulcere, coliti, insufficienze epatiche e renali) è indicato
berne anche il succo (almeno due bicchieri al giorno), diluito, per attenuarne
il sapore non gradevolissimo, con succo di carote e di finocchio.
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Sono i germogli del cavolo di Bruxelles, pianta dalle caratteristiche
botaniche assai diverse da quelle degli altri cavoli coltivati. E'
una varietà atipica perché il fusto, contrariamente
al solito, si allunga e presenta parecchie foglie. Appena sopra il
punto di inserimento delle foglie si formano i cosiddetti cavolini,
l'unica parte commestibile, gemme fogliari di forma globosa e di
colore verde scuro, che rivestono tutto il fusto. Il momento migliore
per la commercializzazione e il consumo si ha quando raggiungono
le dimensioni di una noce, stadio in cui sono ancora ben sodi e compatti.
Sotto il profilo nutrizionale, il cavolo di Bruxelles contiene buone percentuali
di sali minerali (fosforo e ferro), carboidrati e proteine.
Contrariamente alle abitudini di molti i cavolini di Bruxelles possono essere
gustati finemente affettati in insalata mista, tutti i cavoli sono non solo terapeuticamente
validi ma anche più digeribili se mangiati crudi. Infatti la cottura in
acqua disperde molte delle proprietà benefiche e la frequente associazione
con carne o grassi animali rende questi vegetali veramente indigesti.
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Esistono la cicoria selvatica e molte altre varietà coltivate:
ralicchio di Verona e di Treviso, indivia, catalogna, scarola,
cicoriaria di Bruxelles...
Sono tutte piante ricche in minerali, con proprietà toniche e digestive
dovute al sapore amaro. Stimolano la secrezione della bile e l'eliminazione dell'urina
e perciò favoriscono la l'epurazione sanguigna. Per l'azione di stimolo
epatico e per apporto discreto di cellulosa svolgono una efficace azione coadiuvante
nel risolvere la stitichezza.
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Ortaggio che a molti non piace per il suo caratteristico sapore
di anice (è detto infatti anche anice dolce), è particolarmente
apprezzato da coloro che intraprendono una dieta dimagrante: sviluppa
solo 46 calorie per 100g! Rende più facile la digestione
(azione eupeptica) e aiuta la produzione del latte (donandogli
un piacevole sapore dolce) nelle donne che allattano.
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Il valore alimentare dei funghi è piuttosto modesto a causa
del considerevole contenuto di acqua, che si aggira intorno all'85
per cento.
Privi di clorofilla e caratteristici della stagione autunnale.
I funghi sono poco digeribili a causa del contenuto di micocellulosa,
una fibra che non é aggredibile dagli acidi dello stomaco.
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Vegetale coltivato in moltissime varietà, costituisce un
ulteriore esempio di come gli ortaggi diano un contributo importante
al funzionamento dell'organismo e al suo benessere al di là dell'apporto
di proteine, grassi e zuccheri. Infatti le calorie di 100 g di
lattuga sono appena 20. Nonostante ciò anche la lattuga
vanta nobili tradizioni sia culinarie che terapeutiche. Il suo
lattice biancastro ha proprietà sedative e calmanti: particolarmente
utile sarà quindi offrire ai bambini irrequieti, nella cena
serale, un bel piattino di lattuga cruda. Agisce inoltre positivamente
sul fegato e sui reni, come d'altra parte tutte le composite, di
cui la lattuga conserva, seppur attenuate, le proprietà.
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É certamente un vegetale che al giorno d'oggi è usato
per l'alimentazione in modo eccessivo (sostituendo in pratica il
ben più prezioso cereale) e cucinato spesso in modo tale
da renderlo di per sè dannoso (patate fritte).
Appartiene alle solanacee e contiene il già ricordato alcaloide
tossico, soprattutto quando il tubero è verde oppure germogliato.
Quindi non si devono mai consumare le patate che presentano queste
caratteristiche!
Sono particolarmente attenti a questi aspetti del problema i seguaci
di G. Ohsawa (macrobiotici) e di R. Steiner (antroposofi). Le scuole
naturiste, pur non esaltando questo alimento e non ritenendolo
pari ad altri come il limone, l'aglio, la cipolla, la mela, la
carota, lo utilizzano tuttavia in alcune patologie con ottimi risultati.
La patata cotta, specialmente se costituisce l'unico amido del
pasto (evitando quindi di mangiare nello stesso momento anche cereali
e legumi) e se non è associata a cibi proteici, ma accompagnata
invece da abbondanti verdure crude, è un alimento energetico
e disinfiammante dell'apparato digerente; favorisce inoltre la
formazione e l'espulsione di feci abbondanti e morbide ed è utile
quindi in presenza di emorroidi. Ma è il succo centrifugato
della patata cruda che merita qualche attenzione perchè il
suo uso (tre biccheri al giorno, mescolato a succo di carote e
di verza, prima dei pasti) è veramente insostituibile in
caso di gastriti, di ulcere dello stomaco e del duodeno, di coliti,
specialmente se ulcerose.
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Molto modesto il suo apporto nutritivo, è utile soprattutto
per l'alto contenuto in vitamina C. Quando però è consumato
cotto questo elemento scompare. Rimane comunque un eccellente accompagnamento
estivo per i cereali, specialmente il riso. Risulta per molti indigesto
e, consumato crudo, esercita una azione stimolante sulla secrezione
gastrica: sarà quindi utile per coloro che desiderano incrementare
la produzione di succhi digestivi, mentre rimane controindicato
ai sofferenti di gastriti e ulcere.
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Molto vicino alla cipolla, sia come collocazione botanica (appartiene
alla famiglia delle gigliacee), sia come proprietà terapeutiche,
il porro è in genere consumato cotto, specialmente come
ingrediente importante in minestre o zuppe.
Pochi sanno invece che può anche essere consumato crudo, affettato sottilmente
nella solita insalata mista. Anzi, è proprio così che le sue virtù saranno
adeguatamente sfruttate. Risulta essere un tonico generale, rimineralizzante,
antisettico, antianemico; ma la sua caratteristica principale è quella
di favorire le eliminazioni sia intestinali (per Valnet è una efficiente "scopa")
sia urinarie (è un ottimo diuretico).
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Lo scalogno è un parente stretto della cipolla, tanto da
essere considerato il suo sostituto nelle ricette più raffinate.
Infatti lo scalogno non è molto diffuso e viene proposto
nella cucina più attenta ai gusti delicati. Infatti ha un
sapore più deciso della cipolla, ma meno intenso .
È
un vero ricostituente naturale ed è un laboratorio chimico
concentrato in pochi grammi, ricchissimo d'elementi preziosi per
la salute (solfuro di allile, selenio, silicio, Vitamine A e C,
antocianine, flavonoidi).
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Comune sia nella varietà a coste sia in quella a rapa.
Quest'ultima, con caratteristiche organolettiche sue proprie, si
presenta più valida dal punto di vista terapeutico. Il sedano è un
buon tonico generale, rimineralizzante, svolge un'efficace azione
di drenaggio renale, sul fegato e sulle vie respiratorie: si rivelerà utilissimo
quindi in caso di calcoli urinari, obesità, gotta, insufficienze
epatiche (anche con ittero), bronchiti e tracheiti. Per cure intensive è indicata
anche l'assunzione del succo (in particolare, lo ricordiamo, della
varietà a rapa) nella dose di mezzo bicchiere prima dei
due pasti principali.
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È un vegetale certamente sopravvalutato nelle sue qualità rinforzanti,
specialmente quando è consumato cotto. In realtà è proprio
cotto che lo spinacio lascia perplessi: riducendosi di volume con
la cottura, se ne possono consumare grosse quantità senza
accorgersene. Essendo molto ricco di minerali (che non vanno perduti
poichè in genere gli spinaci sono cotti senza acqua) rischia
di appesantire molto la funzione renale: è infatti controindicato
per chi ha sofferto di calcoli renali (specialmente se composti
di ossalato). Il suo utilizzo migliore, proprio per sfruttare al
massimo le sue qualità rimineralizzanti, è quello
di inserire qualche foglia cruda nelle insalate miste.
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Piacevole nel suo colore giallo, ricorda durante il freddo inverno
i calori estivi e i colori autunnali. Ha proprietà sedative,
rinfrescanti, lassative, diuretiche e antiinfiammatorie intestinali.
Il suo abbinamento più tradizionale e più apprezzato è nel
classicissimo riso (integrale) e zucca, ma può validamente
concorrere con altri ortaggi nell'ottenere eccellenti minestre
e, grattugiata a mo' di carota, può perfino essere consumata
cruda nell'insalata (in quest'ultimo caso la sua qualità deve
essere ottima, perchè altrimenti il suo sapore è veramente
insipido).
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I frutti del caco comune non vanno consumati subito dopo la raccolta; è necessario
attendere che maturino ulteriormente (il cosiddetto 'ammezzimento'),
per eliminare il tipico effetto astringente al palato provocato
dall'elevato contenuto di tannini. Dopo questo processo il contenuto
di tannini si riduce e aumenta quello di zuccheri, che conferiscono
al frutto il suo tipico sapore. Possono essere conservati anche
fuori dal frigorifero, per qualche giorno. Contengono una buona
quantità di zuccheri, di vitamina A, B e C e di potassio.
Sono considerati molto energetici, per questo motivo sono consigliati
ai bambini e a chi pratica sport. Hanno proprietà lassative
e diuretiche e sono particolarmente consigliati a chi soffre di
fegato.
Non sono consigliati a chi soffre di diabete, è affetto
da obesità e soffre di disturbi alla digestione.
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Appartenendo alla famiglia degli agrumi, sono ricchi di vitamina
C, che protegge le mucose e i capillari, ed aiuta in genere a prevenire
le malattie da raffreddamento.
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Le mandorle costituiscono un vero concentrato energetico e calorico:
sono particolarmente ricche di calcio e perciò utilissime
nella calcificazione delle ossa (consigliate quindi alle donne
in gravidanza o in menopausa).
Hanno proprietà antisettiche e remineralizzanti, emollienti
e lassative, energetiche e ricostituenti.
Il particolare e originale equilibrio di minerali, vitamine, proteine
e grassi, ne fanno soprattutto un rinforzante del sistema nervoso,
costituendo un sano e saporito antidepressivo naturale.
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La melagrana contiene zuccheri, vitamine A, B e C e altri preziosi
antiossidanti, come l’acido ellagico. Bere infusi con i suoi
grani macinati permette di purificare l’intestino. Questo
frutto, inoltre, rafforza le difese immunitarie ed è benefico
per l’impianto vascolare in generale. Si ritiene inoltre
che 50 ml al giorno di succo di melagrana aiuti a frenare la formazione
del colesterolo. Gli egiziani già 4.000 anni fa e gli europei
del XIX secolo conoscevano le proprietà vermifughe di questo
frutto, che sono state confermate da un’analisi moderna.
La presenza di tannino, poi, gli conferisce proprietà astringenti,
mentre il potassio in esso contenuto aiuta contro il gonfiore. È infine
un ottimo antiemorragico.
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È uno dei tre frutti (assieme al limone e all'uva) usatissimi
nella medicina popolare e tradizionale. Le sue proprietà e
le sue indicazioni sono così vaste e numerose che coprono
praticamente tutto l'arco delle patologie: è veramente un
alimento medicamento universale.
Perfino i macrobiotici, che in genere vedono come il fumo negli occhi la frutta
fresca, la considerano un frutto equilibrato. È indicata a tutti: dai
bambini (è il frutto con cui si inizia lo svezzamento) agli anziani (è un
potente ringiovanente dell'organismo).
Vediamo in estrema sintesi le sue proprietà: fortifica il sistema nervoso,
regola il metabolismo, combatte l'acidità gastrica, stimola la regolarità della
funzione intestinale (è quindi antidiarroica e lassativa), abbassa il
colesterolo nel sangue, è antianemica, diuretica, elimina gli acidi urici,
limita l'ipertensione, coadiuva il trattamento del diabete (è infatti
ipoglicemizzante) e altro ancora.
La mela è un frutto adattissimo per costituire l'unico cibo per uno o
più giorni (anche una settimana), durante quali ottenere una sicura azione
depurativa dell'organismo. Può essere usata con estrema tranquillità,
anche in dosi molte consistenti in quanto non dà mai origine a crisi depurative
molto energiche (con orticaria, diarree...) come, ad esempio le fragole, le ciliegie,
gli agrumi o l'uva. La sua azione è potente ma nel contempo dolce.
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Le nocciole, come tutta la frutta secca, sono un alimento molto
ricco di grassi.
Di questi, la maggior parte sono monoinsaturi. Esse rappresentano quindi una
fonte di grassi "buoni", anche se non apportano una quantità significativa
di grassi essenziali, al contrario di altri tipi di frutta secca come le noci.
Le nocciole sono, dopo le mandorle, il tipo di frutta secca che contiene la quantità maggiore
di vitamina E. Sono un'ottima fonte di fitosteroli, sostanze ritenute importanti
nella prevenzione delle malattie cardiovascolari.
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La noce è il frutto oleoso più ricco di energie,
ha un alto contenuto in grassi e proteine, apporta sali e vitamine
A, B, C e P. La noce è ricchissima di sali di rame e zinco,
per questo è consigliata durante la terapia da malattie
nervose o dell'apparato scheletrico. Può coadiuvare la formazione
dell'emoglobina, del sangue. La medicina naturale considera questo
frutto utile nella cura di alcune malattie della pelle. E’ utilizzato
come vermifugo e nella terapia della calcolosi renale. La noce
contiene il 15 , 19 % di proteine, il 57 - 65 % di grassi e il
16 - 24 % di zuccheri e amidi. Gli acidi grassi che le compongono
sono efficaci per la riduzione del colesterolo nel sangue. Per
chi segue una dieta alimentare occorre moderare l'assunzione di
noci poichè ricchissime di calorie.
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Con caratteristiche soprattutto rinfrescanti, se ben matura è un
ottimo lassativo. Non è equilibrata come la mela e il suo
consumo è bene che sia quindi più saltuario.
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Ultimo elemento del terzetto di ampia e sicura tradizione terapeutica
(uva, mela, limone), l'uva è un frutto quasi "perfetto” .
Le sue proprietà terapeutiche sono sfruttate da millenni:
si hanno notizie delI'ampeloterapia (cioè cura dell'uva)
fin dai tempi degli antichi romani.
In effetti la sua composizione è del tutto particolare:
si può paragonare benissimo al latte di donna.
Per le sue caratteristiche, si presta in modo eccellente ad una
cura disintossicante e ricostituente nello stesso tempo.
La cura dell'uva va fatta avendo la possibilità di cogliere
il frutto poco prima di mangiarlo (è molto meno efficace
l'uva
già raccolta da qualche giorno). Si può sostituire
gradatamente un pasto dopo l'altro con sola uva, fino ad un consumo
massimo di due o tre kg al giorno; dopo uno o due giorni, durante
i quali ci si alimenta esclusivamente con uva, si introducono gradatamente
i cibi in precedenza tralasciati, iniziando con verdure fresche
e cereali e lasciando per ultimi quelli ricchi in proteine e grassi.
È
importante, per evitare spiacevoli fatti fermentativi intestinali,
che i pasti siano sempre composti di sola uva.
Quando il consumo inizia a diventare consistente, le scorze degli
acini e i semi (vinaccioli) dell'uva possono irritare la mucosa
del colon: è opportuno allora consumare l'uva molto lentamente
sputando semi e bucce oppure, molto meglio, bere il succo ottenuto
con la centrifuga.
I vantaggi che derivano dalla cura dell'uva, ma anche dal suo normale
consumo stagionale, sono legati alle sue proprietà: disintossicante,
energetica per muscoli e sistema nervoso, rimineralizzante, decongestionante
del fegato, rinfrescante, diuretica, lassativa...
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