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luglio
ORTAGGI
frutta

Come tutte le radici, è molto ricca di sali minerali. È indicata quindi in tutti i casi di demineralizzazione, nelle cure ricostituenti ma anche, per le sue proprietà sedative, ai soggetti nervosi.
Purtroppo viene consumata quasi sempre cotta (in realtà, per chi non possiede un orticello, è pressochè impossibile reperirla sul mercato non lessata) mentre invece andrebbe mangiata cruda, grattugiata in un'insalata mista.

È composto prevalentemente di acqua (oltre il 95%) e quindi la sua azione non potrà che essere rinfrescante e diuretica. È adatto per essere consumato, finemente affettato con la sua buccia, assieme ad altri ortaggi nelle insalatone miste estive. A qualche persona è molto indigesto. Qualcun altro lo mangia cotto... Tutti i gusti sono gusti!

Le sue virtù sono paragonabili a quelle dell'aglio (appartengono amidue alla famiglia delle gigliacee), ma presenta caratteristile e peculiarità proprie. Oltre che un potente stimolante di tutte le funzioni organiche, la cipolla è antianemica e antibat,ica, stimola la funzionalità renale favorendo l'eliminazione delle scorie azotate, mantiene l'elasticità arteriosa, combatte i vermi intestinali. Il suo consumo è particolarmente consigliato ai diabetici in quanto riesce ad abbassare efficacemente il livello di glucosio del sangue (è ipoglicemizzante). Le cipolle integrano benissimo, crude, tutte le insalate miste in qualsiasi periodo dell'anno e costituiscono altresì la base per ottenere ottime minestre, saporiti minestroni e risotti (dal punto di vista terapeutico queste preparazioni non sono altro che dei decotti di varie verdure ed erbe aromatiche...).

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Ricchi di vitamine A e C, il loro consumo è indicato in caso di anemia e diabete; sono inoltre ricchi di fibre, per cui consigliati a soggetti affetti da stitichezza.
Una raccomandazione: dal momento che contengono un enzima che disturba la digestione, è consigliabile non consumarli crudi, anche perchè risulterebbero poco gustosi.

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Ortaggio controverso, come tutte le solanacee: alcuni decantano le sue proprietà colagoghe e col eretiche (aumenta la produzione e l'eliminazione della bile da parte del fegato) nonchè diuretiche; altri invece attirano soprattutto l'attenzione sul fatto che la melanzana contiene un alcaloide velenoso, la solanina, che agisce deprimendo la funzionalità del sistema nervoso centrale. Poichè la solanina è in buona parte inattivata dal calore, le melanzane vanno consumate solo cotte (stufate o alla griglia), magari dopo averle fatte spurgare per qualche ora, tagliate a fette e cosparse di sale. Questa operazione tradizionale risponde in effetti alla necessità di equilibrare in qualche modo un ortaggio che lascia qualche perplessità e cui consumo è bene sia saltuario e rigorosamente limitato aIla stagione estiva.

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Molto modesto il suo apporto nutritivo, è utile soprattutto per l'alto contenuto in vitamina C. Quando però è consumato cotto questo elemento scompare. Rimane comunque un eccellente accompagnamento estivo per i cereali, specialmente il riso. Risulta per molti indigesto e, consumato crudo, esercita una azione stimolante sulla secrezione gastrica: sarà quindi utile per coloro che desiderano incrementare la produzione di succhi digestivi, mentre rimane controindicato ai sofferenti di gastriti e ulcere.

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Ultimo rappresentante delle solanacee , vi è chi lo considera un frutto e chi, la maggioranza, lo tratta come una verdura. È comunque rinfrescante, diuretico, antiinfettivo (è molto ricco di vitamina C e vitamina A), favorisce l'evacuazione delle feci, è utile per allontanare dal corpo gli acidi urici, è un buon rimineralizzante. È un ortaggio tipicamente estivo e il suo consumo, allo stato fresco andrà rigorosamente limitato a questa stagione.
Tradizionalmente il pomodoro è accompagnato sempre (è ancora un tentativo di riequilibrare?) da erbe aromatiche ed amare (basilico, aglio, cipolla, rucola, origano...) che indubbiamente ne favoriscono la digestione.
Il cosiddetto "pomodoro da insalata", cioè praticamente il pomodoro non ancora maturo, non va mai consumato: contiene infatti ancora notevoli quantitativi di solanina.
Che dire della salsa di pomodoro con la quale è abitudine condire la pasta in qualsiasi periodo dell'anno? Va innanzi tutto ricordato che il pomodoro più è cotto meno è digeribile: nella preparazione della salsa i tempi di cottura vanno quindi estremamente ridotti. È importante inoltre non limitarsi, nell'allestire il condimento per la pasta, alla solita salsa di pomodoro: le possibilità possono e debbono essere diverse. Dalle semplici erbe aromatiche (basilico, maggiorana, menta, timo, cerfoglio, melissa, erba cipollina, prezzemolo...) accostate magari all'aglio e legate con un buon olio extra vergine di oliva, alle verdure più varie (broccoli, cime di rapa, carciofi, melanzane, zucchini, cipolle, carote...) adeguatamente acconciate, la varietà è veramente infinita.

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Sia selvatica (con un aroma più deciso) che coltivata (dal gusto più dolce) è una pianta dalle spiccate funzioni digestive e tonificanti generali. E apprezzata nel periodo caldo, mescolata ai pomodori o alle insalate estive, in genere molto acquose, per la nota calda e penetrante con la quale migliora la loro digeribilità.

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Gli zucchini sono in pratica delle zucche ancora immature e perciò ricchissime d'acqua (c'è chi li considera in effetti più delle bevande che del cibo solido). Specialmente lessati (a parte il sapore delizioso) non conservano gran che delle loro proprietà, analoghe, ma attenuate, a quelle della zucca. Quindi, o si consumano crudi, grattuggiati, o si fanno stufati (trifolati, come si dice) con aglio e cipolla.

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Caratterizzata dalla ricchezza in vitamina A (100 g di albicocche fresche coprono il 50% del fabbisogno giornaliero), è un frutto nutritivo e con spiccate virtù antianemiche. Se consumata allo stato fresco è utile per aiutare a risolvere una diarrea; al contrario, se mangiata allo stato secco risulta lassativa (è molto ricca di cellulosa).

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È un frutto il cui consumo è limitato ai mesi estivi. Per le sue note caratteristiche ha un effetto reidratante e diuretico molto spiccato. Aiuta piacevolmente a sopportare meglio gli ardori del sole di luglio e agosto, ma non è da trascurare la sua azione depurativa del sangue. Perchè sia digeribile, va mangiata come tutta la frutta rigorosamente lontana dai pasti.

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Allo stato fresco ha valore per la sua digeribilità e, ricco di proprietà emollienti ed espettoranti, per l'azione benefica svolta in malattie come gastriti, coliti, stitichezze, bronchiti, tossi, catarri.
Allo stato secco, pur conservando intatte le proprietà del frutto fresco, assume maggiormente caratteristiche di ordine nutritivo. Infatti se 100 g di fico fresco sviluppano 80-100 calorie, 100 g di fico secco arrivano fino a 300 calorie (non a caso, assieme alle mandorle, all'uvetta e alle nocciole, costituiva un tempo l'elemosina più gradita dai frati questuanti).

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Altro frutto con potente azione disintossicante, agisce con forza, stimolandole, sulle funzioni del fegato e dei reni. Non solo, ma poichè coinvolge in questo processo depurativo anche gli altri organi che concorrono a questo obiettivo (vie respiratorie e pelle), può a volte determinare reazioni cosiddette allergiche.
Questi fenomeni sono in realtà da interpretare come crisi dovute alla energica espulsione di sostanze tossiche: l'organismo, in questi casi, va aiutato limitando l'apporto delle fragole e incrementando, invece, il consumo di altra frutta con analoghi poteri depurativi, ad esempio le ciliegie.

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I frutti del Lampone sono non solo un alimento energetico e dissetante, ma anche una buona sorgente di vitamine. I polifeni presenti conferiscono ai frutti ottime proprietà generali antiinfiammatorie e protettrici dei capillari sanguigni.
Svolge un'azione specifica sullo stomaco, calmando bruciori che possono insorgere dopo i pasti. Ottimo quindi come aperitivo in tutti i casi di digestione lenta. Anche le foglie hanno la stessa proprietà: utilissime contro le infiammazioni genitali e risolvono in fretta arrossamenti e cistiti.

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Utile soprattutto per le sue proprietà rinfrescanti e diuretiche.
È indicato anche in caso di stitichezza, specialmente se accompagnata da emorroidi.
Perchè l'organismo lo possa veramente utilizzare e il suo consumo sia accompagnato dai vantaggi descritti, occorre evitare quell'ignobile intruglio costituito dal classico "prosciutto e melone". Questo modo di mangiare il melone (o il prosciutto?) garantisce molto spesso gonfiori gastrici e intestinali, eruttazioni, digestioni lunghe e difficili..., la scelta migliore è quindi quella di fare un pasto di solo melone.

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Si usano i frutti e le foglie coadiuvante nella terapia del diabete, migliora la circolazione sanguigna oculare, favorisce un maggior adattamento dell'occhio alla visione notturna, ha una buona azione nella emeralopia, nei disturbi vascolari retinici, dovuti al diabete o alla ipertensione, indicato nella fragilità capillare, scarso tono venoso, couperose, cellulite con edemi, miopia nella fragilità del microcircolo, nelle flebiti, nelle varici, nella insufficienza venosa. Il mirtillo aumenta la resistenza delle pareti dei capillari, è decongestionante e calma il dolore, migliorando l'intera circolazione, si impiega come astringente nel caso di diarrea, enterocoliti e dissenteria, le bacche hanno una azione antibiotica, le foglie hanno una azione ipoglicemizzante, antisettica delle vie urinarie, atireumatica ed antigottosa.

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Appartiene alla famiglia dei lamponi. È un frutto delicato.
Possiede proprietà astringenti e perciò sono considerate eccellenti per gengive e tonsille. Le more ben mature, profumate e succulente sono leggermente lassative, ma sono anche molto ricche di vitamine e perciò combattono le costipazioni. Gli sciroppi sono efficaci per lottare contro le angine e le affezioni della bocca; inoltre il decotto di more è valido come lozione per il viso.

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È, come gran parte della frutta estiva, diuretica e lassativa. Queste due proprietà sono sempre il segno di un'azione depurativa che si manifesta proprio con l'incremento della funzionalità dei reni e dell'intestino.

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È un frutto molto amato, allo stato secco, da coloro che soffrono di stitichezza: cinque o sei prugne secche, a bagno dalla sera prima in una tazza d'acqua, consumate con la loro acqua il mattino successivo, costituiscono un eccellente e innocuo lassativo (per migliorarne l'efficacia è a volte necessario aggiungere nella stessa tazza uno o due cucchiai di semi di lino).
Anche come frutto fresco non è da sottovalutare: è uno stimolante nervoso, un diuretico, decongestiona il fegato ed è indicatissimo in caso di stanchezze dovute a lavoro fisico o intellettuale.

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