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giugno
ORTAGGI
aglio, barbabietola,
bietola,
cavolo, cetriolo,
cipolla, fagiolini,
lattuga, melanzana, peperone,
piselli, pomodoro,
ravanello, rucola, spinacio,
zucchino
frutta
Pianta straordinaria dalle innumerevoli proprietà benefiche
(gli Egiziani la adoravano come una divinità), è stata
utilizzata da sempre per le sue caratteristiche.
Essendo un alimento-medicamento, non dovrebbe mai mancare sulla tavola,
sia per una efficace azione terapeutica, sia
In funzione preventiva nei confronti di molte malattie come le infezioni
generali, intestinali e delle vie respiratorie, in caso di ipertensione,
arteriosclerosi e contro i parassiti intestinali; l’aglio è inoltre
un buon diuretico e, per la sua capacità di stimolare la secrezione
dei succhi gastrici, facilita molto la digestione, specialmente dei
cibi proteici. Proprio questa particolarità lo controindica
ai sofferenti di ulcera gastrica o duodenale.
Come tutte le radici, è molto ricca di sali minerali. È indicata
quindi in tutti i casi di demineralizzazione, nelle cure ricostituenti
ma anche, per le sue proprietà sedative, ai soggetti nervosi.
Purtroppo viene consumata quasi sempre cotta (in realtà, per
chi non possiede un orticello, è pressochè impossibile
reperirla sul mercato non lessata) mentre invece andrebbe mangiata
cruda, grattugiata in un'insalata mista.
Ha proprietà rinfrescanti e lassative. Antianemica per
l'elevato contenuto di ferro e rame localizzati soprattutto nelle
parti verdi.
Si assume in decotti, succhi e applicazione delle foglie bollite
contro le scottature.
L'uso di questa pianta è sconsigliata ai diabetici.
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È un alimento-medicina di tradizione antichissima. Esistono
diverse
varietà di questa crucera: cavolo cappuccio, cavolo verza,
cavolo rosso, cavolfiore, cavolo rapa, cavolini di Bruxelles, ma
le loro proprietà in gran parte coincidono. Le indicazioni
di questo ortaggio sono così vaste che coprono
letteralmente, tutte le patologie. Può essere usato per
via interna o anche esternamente. L'utilità maggiore l'abbiamo
impiegandolo in caso di infiammazione delle vie respiratorie (dal
raffreddore alla bronchite, dalla tonsillite alla laringite), nell'artrosi,
nelle gastriti e ulcere gastriche e duodenali, in caso di coliti
e coliti ulcerose, nelle stanchezze eccessive, contro l'acne e
le dermatosi in genere, in caso di insufficienze epatiche e renali,
nella stitichezza.
Contrariamente alle abitudini di molti che, ad esempio, mangiano
la verza rigorosamente cruda ma ritengono un obbrobrio i cavolini
di Bruxelles finemente affettati in insalata mista, tutti i cavoli
sono non solo terapeuticamente validi ma anche più digeribili
se mangiati crudi. Infatti la cottura in acqua disperde molte delle
proprietà benefiche e la frequente associazione con carne
o grassi animali rende questi vegetali veramente indigesti.
È
molto meglio mangiarli come antipasto crudo assieme ad altre verdure.
In alcuni casi (ulcere, coliti, insufficienze epatiche e
renali) è indicato berne anche il succo (almeno due bicchieri
al giorno), diluito, per attenuarne il sapore non gradevolissimo,
con succo di carote e di finocchio.
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È composto prevalentemente di acqua (oltre il 95%) e quindi
la sua azione non potrà che essere rinfrescante e diuretica. È adatto
per essere consumato, finemente affettato con la sua buccia, assieme
ad altri ortaggi nelle insalatone miste estive. A qualche persona è molto
indigesto. Qualcun altro lo mangia cotto... Tutti i gusti sono
gusti!
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Ecco un altro degli alimenti-medicina che, non a caso, sono usati
da millenni nella pratica terapeutica popolare. Le sue virtù sono
paragonabili a quelle dell'aglio (appartengono amidue alla famiglia
delle gigliacee), ma presenta caratteristile e peculiarità proprie.
Oltre che un potente stimolante di tutte le funzioni organiche,
la cipolla è antianemica e antibat,ica, stimola la funzionalità renale
favorendo l'eliminazione delle scorie azotate, mantiene l'elasticità arteriosa,
combatte i vermi intestinali. Il suo consumo è particolarmente
consigliato ai diabetici in quanto riesce ad abbassare efficacemente
il livello di glucosio del sangue (è ipoglicemizzante).
Le cipolle integrano benissimo, crude, tutte le insalate miste
in qualsiasi periodo dell'anno e costituiscono altresì la
base per ottenere ottime minestre, saporiti minestroni e risotti
(dal punto di vista terapeutico queste preparazioni non sono altro
che dei decotti di varie verdure ed erbe aromatiche...).
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Ricchi di vitamine A e C, il loro consumo è indicato in
caso di anemia e diabete; sono inoltre ricchi di fibre, per cui
consigliati a soggetti affetti da stitichezza.
Una raccomandazione: dal momento che contengono un enzima che disturba
la digestione, è consigliabile non consumarli crudi, anche
perchè risulterebbero poco gustosi.
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Vegetale coltivato in moltissime varietà, costituisce un
ulteriore esempio di come gli ortaggi diano un contributo importante
al funzionamento dell'organismo e al suo benessere al di là dell'apporto
di proteine, grassi e zuccheri. Infatti le calorie di 100 g di
lattuga sono appena 20. Nonostante ciò anche la lattuga
vanta nobili tradizioni sia culinarie che terapeutiche. Il suo
lattice biancastro ha proprietà sedative e calmanti: particolarmente
utile sarà quindi offrire ai bambini irrequieti, nella cena
serale, un bel piattino di lattuga cruda. Agisce inoltre positivamente
sul fegato e sui reni, come d'altra parte tutte le composite, di
cui la lattuga conserva, seppur attenuate, le proprietà.
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Ortaggio controverso, come tutte le solanacee: alcuni decantano
le sue proprietà colagoghe e col eretiche (aumenta la produzione
e l'eliminazione della bile da parte del fegato) nonchè diuretiche;
altri invece attirano soprattutto l'attenzione sul fatto che la
melanzana contiene un alcaloide velenoso, la solanina, che agisce
deprimendo la funzionalità del sistema nervoso centrale.
Poichè la solanina è in buona parte inattivata dal
calore, le melanzane vanno consumate solo cotte (stufate o alla
griglia), magari dopo averle fatte spurgare per qualche ora, tagliate
a fette e cosparse di sale. Questa operazione tradizionale risponde
in effetti alla necessità di equilibrare in qualche modo
un ortaggio che lascia qualche perplessità e cui consumo è bene
sia saltuario e rigorosamente limitato aIla stagione estiva.
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Molto modesto il suo apporto nutritivo, è utile soprattutto
per l'alto contenuto in vitamina C. Quando però è consumato
cotto questo elemento scompare. Rimane comunque un eccellente accompagnamento
estivo per i cereali, specialmente il riso. Risulta per molti indigesto
e, consumato crudo, esercita una azione stimolante sulla secrezione
gastrica: sarà quindi utile per coloro che desiderano incrementare
la produzione di succhi digestivi, mentre rimane controindicato
ai sofferenti di gastriti e ulcere.
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Data la minore concentrazione di amido, risultano piu' digeribili
di altri legumi, contengono pochi lipidi e percio' trovano impiego
anche nelle diete ipocaloriche.
Possono essere consumati sia freschi che secchi, e, se particolarmente
giovani e piccoli, sono ottimi aggiunti crudi nelle insalate.
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Ultimo rappresentante delle solanacee , vi è chi lo considera
un frutto e chi, la maggioranza, lo tratta come una verdura. È comunque
rinfrescante, diuretico, antiinfettivo (è molto ricco di
vitamina C e vitamina A), favorisce l'evacuazione delle feci, è utile
per allontanare dal corpo gli acidi urici, è un buon rimineralizzante. È un
ortaggio tipicamente estivo e il suo consumo, allo stato fresco
andrà rigorosamente limitato a questa stagione.
Tradizionalmente il pomodoro è accompagnato sempre (è ancora
un tentativo di riequilibrare?) da erbe aromatiche ed amare (basilico,
aglio, cipolla, rucola, origano...) che indubbiamente ne favoriscono
la digestione.
Il cosiddetto "pomodoro da insalata", cioè praticamente
il pomodoro non ancora maturo, non va mai consumato: contiene infatti
ancora notevoli quantitativi di solanina.
Che dire della salsa di pomodoro con la quale è abitudine
condire la pasta in qualsiasi periodo dell'anno? Va innanzi tutto
ricordato che il pomodoro più è cotto meno è digeribile:
nella preparazione della salsa i tempi di cottura vanno quindi
estremamente ridotti. È importante inoltre non limitarsi,
nell'allestire il condimento per la pasta, alla solita salsa di
pomodoro: le possibilità possono e debbono essere diverse.
Dalle semplici erbe aromatiche (basilico, maggiorana, menta, timo,
cerfoglio, melissa, erba cipollina, prezzemolo...) accostate magari
all'aglio e legate con un buon olio extra vergine di oliva, alle
verdure più varie (broccoli, cime di rapa, carciofi, melanzane,
zucchini, cipolle, carote...) adeguatamente acconciate, la varietà è veramente
infinita.
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Il ravanello rosa, affettato sopra una verde insalata, darà una
nota di piacevole colore, ma qualche amatore lo gusta anche da
solo, affettato e condito con olio extra vergine di oliva, sale
e un pizzico di pepe.
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Sia selvatica (con un aroma più deciso) che coltivata (dal
gusto più dolce) è una pianta dalle spiccate funzioni
digestive e tonificanti generali. E apprezzata nel periodo caldo,
mescolata ai pomodori o alle insalate estive, in genere molto acquose,
per la nota calda e penetrante con la quale migliora la loro digeribilità.
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È un vegetale certamente sopravvalutato nelle sue qualità rinforzanti,
specialmente quando è consumato cotto. In realtà è proprio
cotto che lo spinacio lascia perplessi: riducendosi di volume con
la cottura, se ne possono consumare grosse quantità senza
accorgersene. Essendo molto ricco di minerali (che non vanno perduti
poichè in genere gli spinaci sono cotti senza acqua) rischia
di appesantire molto la funzione renale: è infatti controindicato
per chi ha sofferto di calcoli renali (specialmente se composti
di ossalato). Il suo utilizzo migliore, proprio per sfruttare al
massimo le sue qualità rimineralizzanti, è quello
di inserire qualche foglia cruda nelle insalate miste.
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Gli zucchini sono in pratica delle zucche ancora immature e perciò ricchissime
d'acqua (c'è chi li considera in effetti più delle
bevande che del cibo solido). Specialmente lessati (a parte il
sapore delizioso) non conservano gran che delle loro proprietà,
analoghe, ma attenuate, a quelle della zucca. Quindi, o si consumano
crudi, grattuggiati, o si fanno stufati (trifolati, come si dice)
con aglio e cipolla.
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Caratterizzata dalla ricchezza in vitamina A (100 g di albicocche
fresche coprono il 50% del fabbisogno giornaliero), è un
frutto nutritivo e con spiccate virtù antianemiche. Se consumata
allo stato fresco è utile per aiutare a risolvere una diarrea;
al contrario, se mangiata allo stato secco risulta lassativa (è molto
ricca di cellulosa).
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È un frutto il cui consumo è limitato ai mesi estivi.
Per le sue note caratteristiche ha un effetto reidratante e diuretico
molto spiccato. Aiuta piacevolmente a sopportare meglio gli ardori
del sole di luglio e agosto, ma non è da trascurare la sua
azione depurativa del sangue. Perchè sia digeribile, va
mangiata come tutta la frutta rigorosamente lontana dai pasti.
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È un frutto disintossicante per la sua grande attività diuretica
e lassativa. Molto ricca di minerali e di acidi organici, è un
valido ausilio nei casi di demineralizzazione e di dolori articolari.
Vale sempre la pena, nel periodo di piena maturazione, fare per
uno o due giorni una alimentazione esclusivamente a base di ciliegie:
si eliminano in questo modo le ultime scorie dall'organismo, prima
della grande stagione estiva.
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Altro frutto con potente azione disintossicante, agisce con forza,
stimolandole, sulle funzioni del fegato e dei reni. Non solo, ma
poichè coinvolge in questo processo depurativo anche gli
altri organi che concorrono a questo obiettivo (vie respiratorie
e pelle), può a volte determinare reazioni cosiddette allergiche.
Questi fenomeni sono in realtà da interpretare come crisi
dovute alla energica espulsione di sostanze tossiche: l'organismo,
in questi casi, va aiutato limitando l'apporto delle fragole e
incrementando, invece, il consumo di altra frutta con analoghi
poteri depurativi, ad esempio le ciliegie.
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È da considerare, sia per le sue innumerevoli proprietà,
sia
per alcune controindicazioni, più un farmaco che un alimento
vero e proprio. Tra la frutta acidula, e tra gli agrumi in particolare, è quello
che presenta in modo più spiccato le caratteristiche di
questi alimenti.
È
dunque battericida, antisettico, antireumatico, antiurico e antigottoso,
antisclerotico (elimina gli indurimenti nel corpo, specialmente
nei vasi sanguigni) antidiabetico, antiputrefattivo, diuretico,
dimagrante, antiacido per la sua particolare ricchezza in acidi
organici, antiemorragico, antidiarroico (ma non provoca mai la
stitichezza), ipotensivo. Il consumo abbondante e giornaliero di
limone è controindicato alle persone magre, poco "materiali",
poco "pesanti". Costoro beneficieranno piuttosto del
pompelmo.
Si consuma sotto forma di succo, preferibilmente al mattino a digiuno,
diluito con acqua o, meglio, con succo di altri agrumi.
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Utile soprattutto per le sue proprietà rinfrescanti e diuretiche.
È
indicato anche in caso di stitichezza, specialmente se accompagnata
da emorroidi.
Perchè l'organismo lo possa veramente utilizzare e il suo
consumo sia accompagnato dai vantaggi descritti, occorre evitare
quell'ignobile intruglio costituito dal classico "prosciutto
e melone". Questo modo di mangiare il melone (o il prosciutto?)
garantisce molto spesso gonfiori gastrici e intestinali, eruttazioni,
digestioni lunghe e difficili..., la scelta migliore è quindi
quella di fare un pasto di solo melone.
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È, come gran parte della frutta estiva, diuretica e lassativa.
Queste due proprietà sono sempre il segno di un'azione depurativa
che si manifesta proprio con l'incremento della funzionalità dei
reni e dell'intestino.
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È un frutto molto amato, allo stato secco, da coloro che
soffrono di stitichezza: cinque o sei prugne secche, a bagno dalla
sera prima in una tazza d'acqua, consumate con la loro acqua il
mattino successivo, costituiscono un eccellente e innocuo lassativo
(per migliorarne l'efficacia è a volte necessario aggiungere
nella stessa tazza uno o due cucchiai di semi di lino).
Anche come frutto fresco non è da sottovalutare: è uno
stimolante nervoso, un diuretico, decongestiona il fegato ed è indicatissimo
in caso di stanchezze dovute a lavoro fisico o intellettuale.
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