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febbraio
ORTAGGI
frutta

Se freschissimo, può essere consumato crudo in pinzimonio, per approfittare del suo contenuto di vitamina C e A. Interessante anche il contenuto di calcio e fosforo, ottimi per i ragazzi in crescita, per le donne in gravidanza e in allattamento. E' inoltre utile per l'intestino pigro data la presenza della cellulosa.
La tradizione terapeutica continua ancora oggi, infatti si dice che il decotto di cavolo cura bronchiti e asma. Basta cuocere alcune foglie di cavolo, colare e addolcire con miele e bere una tazza al mattino e una alla sera. Un'altra delle proprieta' del cavolo broccolo e' quella antiulcera, contiene infatti il gefanato sostanza impiegata da parecchi anni proprio nei farmaci antiulcera perche' agisce come rinforzante sulla mucosa dello stomaco proteggendola dagli acidi.
Il cardo è un ortaggio che assomiglia al carciofo, infatti appartiene alla stessa famiglia e viene definito come carciofo selvatico.
Il cardo è ricchi di calcio, potassio e sodio.
Il cavolfiore appartiene alla famiglia delle crucere. Le indicazioni di questo ortaggio sono così vaste che coprono
letteralmente, tutte le patologie. Può essere usato per via interna o anche esternamente. L'utilità maggiore l'abbiamo impiegandolo in caso di infiammazione delle vie respiratorie (dal raffreddore alla bronchite, dalla tonsillite alla laringite), nell'artrosi, nelle gastriti e ulcere gastriche e duodenali, in caso di coliti e coliti ulcerose, nelle stanchezze eccessive, contro l'acne e le dermatosi in genere, in caso di insufficienze epatiche e renali, nella stitichezza.
L'acqua di cottura, ricca di zolfo, è ottima per la cura degli eczemi e delle infiammazioni in genere.

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Il cavolo è un alimento dalle virtù medicinali conosciute fin dall'antichità.
Il cavolo potenzia le difese organiche, nutre ed è emolliente. Utile in caso di infiammazione delle vie respiratorie, per la cura dell'artrosi, delle gastriti, delle ulcere gastriche e duodenali, in caso di coliti ulcerose e negli stati di affaticamento. E' un valido aiuto contro l'acne e le dermatosi in genere, in situazioni di insufficenza epatica, renale e stitichezza. In alcuni frangenti (ulcere, coliti, insufficienze epatiche e renali) può essere di grande aiuto berne il succo.
Può essere bianco o rosso ed è reperibile tutto l'anno. Le foglie formano delle teste sferiche. Le sue foglie sono sempre lisce, lucide, e ricoperte da una sostanza cerosa, che le rende untuose al tatto.

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Sono i germogli del cavolo di Bruxelles, pianta dalle caratteristiche botaniche assai diverse da quelle degli altri cavoli coltivati. E' una varietà atipica perché il fusto, contrariamente al solito, si allunga e presenta parecchie foglie. Appena sopra il punto di inserimento delle foglie si formano i cosiddetti cavolini, l'unica parte commestibile, gemme fogliari di forma globosa e di colore verde scuro, che rivestono tutto il fusto. Il momento migliore per la commercializzazione e il consumo si ha quando raggiungono le dimensioni di una noce, stadio in cui sono ancora ben sodi e compatti.
Sotto il profilo nutrizionale, il cavolo di Bruxelles contiene buone percentuali di sali minerali (fosforo e ferro), carboidrati e proteine.
Contrariamente alle abitudini di molti i cavolini di Bruxelles possono essere gustati finemente affettati in insalata mista, tutti i cavoli sono non solo terapeuticamente validi ma anche più digeribili se mangiati crudi. Infatti la cottura in acqua disperde molte delle proprietà benefiche e la frequente associazione con carne o grassi animali rende questi vegetali veramente indigesti.

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Il cavolo è un alimento dalle virtù medicinali conosciute fin dall'antichità.
Il cavolo potenzia le difese organiche, nutre ed è emolliente. Utile in caso di infiammazione delle vie respiratorie, per la cura dell'artrosi, delle gastriti, delle ulcere gastriche e duodenali, in caso di coliti ulcerose e negli stati di affaticamento. E' un valido aiuto contro l'acne e le dermatosi in genere, in situazioni di insufficenza epatica, renale e stitichezza. In alcuni frangenti (ulcere, coliti, insufficienze epatiche e renali) può essere di grande aiuto berne il succo.
Può essere bianco o rosso ed è reperibile tutto l'anno. Le foglie formano delle teste sferiche. Le sue foglie sono sempre lisce, lucide, e ricoperte da una sostanza cerosa, che le rende untuose al tatto.

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Esistono la cicoria selvatica e molte altre varietà coltivate: ralicchio di Verona e di Treviso, indivia, catalogna, scarola, cicoriaria di Bruxelles...
Sono tutte piante ricche in minerali, con proprietà toniche e digestive dovute al sapore amaro. Stimolano la secrezione della bile e l'eliminazione dell'urina e perciò favoriscono la l'epurazione sanguigna. Per l'azione di stimolo epatico e per apporto discreto di cellulosa svolgono una efficace azione coadiuvante nel risolvere la stitichezza.

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Vantano particolarmente proprietà rinfrescanti, diuretiche e lassative. Sono ortaggi che si mangiano generalmente cotti, buttando, con l'acqua di cottura, molte delle possibilità terapeutiche. Al contrario, le foglie più piccole e tenere possono vantaggiosamente entrare a far parte delle insalate miste crude che precedono il pasto.

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Ortaggio che a molti non piace per il suo caratteristico sapore di anice (è detto infatti anche anice dolce), è particolarmente apprezzato da coloro che intraprendono una dieta dimagrante: sviluppa solo 46 calorie per 100g! Rende più facile la digestione (azione eupeptica) e aiuta la produzione del latte (donandogli un piacevole sapore dolce) nelle donne che allattano.

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Il valore alimentare dei funghi è piuttosto modesto a causa del considerevole contenuto di acqua, che si aggira intorno all'85 per cento.
Privi di clorofilla e caratteristici della stagione autunnale. I funghi sono poco digeribili a causa del contenuto di micocellulosa, una fibra che non é aggredibile dagli acidi dello stomaco.

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Molto vicino alla cipolla, sia come collocazione botanica (appartiene alla famiglia delle gigliacee), sia come proprietà terapeutiche, il porro è in genere consumato cotto, specialmente come ingrediente importante in minestre o zuppe.
Pochi sanno invece che può anche essere consumato crudo, affettato sottilmente nella solita insalata mista. Anzi, è proprio così che le sue virtù saranno adeguatamente sfruttate. Risulta essere un tonico generale, rimineralizzante, antisettico, antianemico; ma la sua caratteristica principale è quella di favorire le eliminazioni sia intestinali (per Valnet è una efficiente "scopa") sia urinarie (è un ottimo diuretico).

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Lo scalogno è un parente stretto della cipolla, tanto da essere considerato il suo sostituto nelle ricette più raffinate. Infatti lo scalogno non è molto diffuso e viene proposto nella cucina più attenta ai gusti delicati. Infatti ha un sapore più deciso della cipolla, ma meno intenso .
È un vero ricostituente naturale ed è un laboratorio chimico concentrato in pochi grammi, ricchissimo d'elementi preziosi per la salute (solfuro di allile, selenio, silicio, Vitamine A e C, antocianine, flavonoidi).

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Comune sia nella varietà a coste sia in quella a rapa. Quest'ultima, con caratteristiche organolettiche sue proprie, si presenta più valida dal punto di vista terapeutico. Il sedano è un buon tonico generale, rimineralizzante, svolge un'efficace azione di drenaggio renale, sul fegato e sulle vie respiratorie: si rivelerà utilissimo quindi in caso di calcoli urinari, obesità, gotta, insufficienze epatiche (anche con ittero), bronchiti e tracheiti. Per cure intensive è indicata anche l'assunzione del succo (in particolare, lo ricordiamo, della varietà a rapa) nella dose di mezzo bicchiere prima dei due pasti principali.

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È un vegetale certamente sopravvalutato nelle sue qualità rinforzanti, specialmente quando è consumato cotto. In realtà è proprio cotto che lo spinacio lascia perplessi: riducendosi di volume con la cottura, se ne possono consumare grosse quantità senza accorgersene. Essendo molto ricco di minerali (che non vanno perduti poichè in genere gli spinaci sono cotti senza acqua) rischia di appesantire molto la funzione renale: è infatti controindicato per chi ha sofferto di calcoli renali (specialmente se composti di ossalato). Il suo utilizzo migliore, proprio per sfruttare al massimo le sue qualità rimineralizzanti, è quello di inserire qualche foglia cruda nelle insalate miste.

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È così importante nella terapeutica popolare e le sue indicazioni coprono un arco così vasto di patologie che si parla perfino di "tarassacoterapia". Effettivamente i nostri vecchi, nei campi o nei prati della periferia, quando questa era più collegata alla campagna che non ora, raccoglievano, specialmente in primavera, le giovani piante del tarassaco. In genere venivano poi mangiate cotte, salvo le più piccole e le più tenere che rinforzavano le prime insalatine della stagione. Si operava in questo modo un rinnovamento dei fluidi organici (sangue e linfa) agendo sul fegato e sui reni, in sintonia con la forza della natura che nello stesso periodo risveglia e rinnova i fluidi vitali delle piante.
Il tarassaco è l’alimento per eccellenza antiritenzione: è particolarmente ricco di vitamine e minerali, proteine e pectine, è ricchissimo di carotenoidi, ancor più delle carote; ha un elevato potere diuretico.
Il tarassaco è indicato nei casi di congestione e insufficienza epatica, in caso di calcoli della cistifellea e del rene, nell'ipercolesterolemia, nella stitichezza (specialmente se complicata da emorroidi), nelle malattie della pelle (dal semplice foruncolo agli eczemi più gravi), nelle insufficienze renali, nell'anemia e nelle stanchezze ad essa collegate e perfino nell'obesità.
È veramente una pianta straordinaria il cui uso va rivalutato, sia cotta che cruda, cogliendo magari l'occasione per passare all'aria aperta la prima mezza giornata di primavera.

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Piacevole nel suo colore giallo, ricorda durante il freddo inverno i calori estivi e i colori autunnali. Ha proprietà sedative, rinfrescanti, lassative, diuretiche e antiinfiammatorie intestinali. Il suo abbinamento più tradizionale e più apprezzato è nel classicissimo riso (integrale) e zucca, ma può validamente concorrere con altri ortaggi nell'ottenere eccellenti minestre e, grattugiata a mo' di carota, può perfino essere consumata cruda nell'insalata (in quest'ultimo caso la sua qualità deve essere ottima, perchè altrimenti il suo sapore è veramente insipido).

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Frutto prezioso, solare, ricco in vitamina C ed A, è indicato a tutti, ma particolarmente nei casi di demineralizzazione, febbre, ipercolesterolemia, tendenza alle emorragie. È spesso assunto in succo, utile effettivamente in alcuni casi, ma è molto meglio mangiarla, masticandola bene.
A qualcuno risulta indigesta: in quel caso si possono consumare altri agrumi (ad esempio il pompelmo) che hanno caratteristiche simili.

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Il kiwi svolge un'azione dissetante, rinfrescante, diuretica e depurativa, è ricco di vitamina C,
importantissima per il potenziamento delle difese immunitarie contro virus e batteri o agenti chimici.
Il Kiwi ha una elevata quantità di fibra alimentare.
La pectina in esso contenuta crea un appagante senso di sazietà, contribuisce ad abbassare i livelli di colesterolo nel sangue, a migliorare il transito del cibo nel tubo intestinale prevenendo la stipsi, svolge un effetto di controllo sul valore del glucosio nel sangue (glicemia) programmando un assorbimento intestinale del glucosio lento e continuo, condizione questa assai vantaggiosa per chi soffre di diabete.

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È da considerare, sia per le sue innumerevoli proprietà, sia per alcune controindicazioni, più un farmaco che un alimento vero e proprio. Tra la frutta acidula, e tra gli agrumi in particolare, è quello che presenta in modo più spiccato le caratteristiche di questi alimenti.
È dunque battericida, antisettico, antireumatico, antiurico e antigottoso, antisclerotico (elimina gli indurimenti nel corpo, specialmente nei vasi sanguigni) antidiabetico, antiputrefattivo, diuretico, dimagrante, antiacido per la sua particolare ricchezza in acidi organici, antiemorragico, antidiarroico (ma non provoca mai la stitichezza), ipotensivo. Il consumo abbondante e giornaliero di limone è controindicato alle persone magre, poco "materiali", poco "pesanti". Costoro beneficieranno piuttosto del pompelmo.
Si consuma sotto forma di succo, preferibilmente al mattino a digiuno, diluito con acqua o, meglio, con succo di altri agrumi.

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Appartenendo alla famiglia degli agrumi, sono ricchi di vitamina C, che protegge le mucose e i capillari, ed aiuta in genere a prevenire le malattie da raffreddamento.

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È uno dei tre frutti (assieme al limone e all'uva) usatissimi nella medicina popolare e tradizionale. Le sue proprietà e le sue indicazioni sono così vaste e numerose che coprono praticamente tutto l'arco delle patologie: è veramente un alimento medicamento universale.
Perfino i macrobiotici, che in genere vedono come il fumo negli occhi la frutta fresca, la considerano un frutto equilibrato. È indicata a tutti: dai bambini (è il frutto con cui si inizia lo svezzamento) agli anziani (è un potente ringiovanente dell'organismo).
Vediamo in estrema sintesi le sue proprietà: fortifica il sistema nervoso, regola il metabolismo, combatte l'acidità gastrica, stimola la regolarità della funzione intestinale (è quindi antidiarroica e lassativa), abbassa il colesterolo nel sangue, è antianemica, diuretica, elimina gli acidi urici, limita l'ipertensione, coadiuva il trattamento del diabete (è infatti ipoglicemizzante) e altro ancora.
La mela è un frutto adattissimo per costituire l'unico cibo per uno o più giorni (anche una settimana), durante quali ottenere una sicura azione depurativa dell'organismo. Può essere usata con estrema tranquillità, anche in dosi molte consistenti in quanto non dà mai origine a crisi depurative molto energiche (con orticaria, diarree...) come, ad esempio le fragole, le ciliegie, gli agrumi o l'uva. La sua azione è potente ma nel contempo dolce.

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Con caratteristiche soprattutto rinfrescanti, se ben matura è un ottimo lassativo. Non è equilibrata come la mela e il suo consumo è bene che sia quindi più saltuario.

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Agrume dal sapore caratteristico (è un insieme di acido, amaro e dolce), presenta le medesime proprietà degli altri agrumi. Può venire utilizzato nei casi in cui il limone è controindicato (vedi) oppure quando l'arancio dà fenomeni di intolleranza. Agisce sul fegato, con una efficace azione drenante le vie biliari.

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