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aprile
ORTAGGI
aglio, asparago, barbabietola,
broccolo, carciofo, cavolo,
cavolfiore, cicoria
e radicchio, lattuga, porro, rapa,
scalogno, sedano
rapa, spinacio, tarassaco
frutta
Pianta straordinaria dalle innumerevoli proprietà benefiche
(gli Egiziani la adoravano come una divinità), è stata
utilizzata da sempre per le sue caratteristiche.
Essendo un alimento-medicamento, non dovrebbe mai mancare sulla tavola,
sia per una efficace azione terapeutica, sia
In funzione preventiva nei confronti di molte malattie come le infezioni
generali, intestinali e delle vie respiratorie, in caso di ipertensione,
arteriosclerosi e contro i parassiti intestinali; l’aglio è inoltre
un buon diuretico e, per la sua capacità di stimolare la secrezione
dei succhi gastrici, facilita molto la digestione, specialmente dei
cibi proteici. Proprio questa particolarità lo controindica
ai sofferenti di ulcera gastrica o duodenale.
Deliziosi germogli consumati in primavera, svolgono una efficace
(anche troppo!) azione di drenaggio renale. Potrebbero quindi essere
utili nelle malattie del rene (insufficienza renale, calcoli renali...)
ma, essendo la loro azione troppo drastica, sono controindicati a
tutti i malati, in particolare a quelli renali. Perchè siano
ben digeribili è importante non irrorarli contemporaneamente
con burro, uova e formaggio, ma con uno solo dei tre condimenti.
Come tutte le radici, è molto ricca di sali minerali. È indicata
quindi in tutti i casi di demineralizzazione, nelle cure ricostituenti
ma anche, per le sue proprietà sedative, ai soggetti nervosi.
Purtroppo viene consumata quasi sempre cotta (in realtà, per
chi non possiede un orticello, è pressochè impossibile
reperirla sul mercato non lessata) mentre invece andrebbe mangiata
cruda, grattugiata in un'insalata mista.
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Se freschissimo, può essere consumato crudo in pinzimonio,
per approfittare del suo contenuto di vitamina C e A. Interessante
anche il contenuto di calcio e fosforo, ottimi per i ragazzi in crescita,
per le donne in gravidanza e in allattamento. E' inoltre utile per
l'intestino pigro data la presenza della cellulosa.
La tradizione terapeutica continua ancora oggi, infatti si dice che
il decotto di cavolo cura bronchiti e asma. Basta cuocere alcune
foglie di cavolo, colare e addolcire con miele e bere una tazza al
mattino e una alla sera. Un'altra delle proprieta' del cavolo broccolo
e' quella antiulcera, contiene infatti il gefanato sostanza impiegata
da parecchi anni proprio nei farmaci antiulcera perche' agisce come
rinforzante sulla mucosa dello stomaco proteggendola dagli acidi.
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Principi attivi sono maggiormente concentrati nelle foglie amarissime)
e nel gambo (duro e legnoso), ma anche i fiori immaturi (la parte
commestibile) mantengono, se pur attenua le proprietà caratteristiche.
Il carciofo agisce soprattutto sul fegato e sui reni, migliorando
la sua funzionalità ad ottenendo quindi una depurazione del
sangue, un abbassamento del colesterolo e l’eliminazione dell’urea
e degli acidi urici. Cotto perde quasi totalmente questa propietà e
va quindi consumato preferibilmente crudo (la parte centrale è tenera
e molto digeribile). Le donne che stanno allattando devono astenersene
perché ostacola la produzione di latte.
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È un alimento-medicina di tradizione antichissima. Esistono
diverse
varietà di questa crucera: cavolo cappuccio, cavolo verza,
cavolo rosso, cavolfiore, cavolo rapa, cavolini di Bruxelles, ma
le loro proprietà in gran parte coincidono. Le indicazioni
di questo ortaggio sono così vaste che coprono
letteralmente, tutte le patologie. Può essere usato per
via interna o anche esternamente. L'utilità maggiore l'abbiamo
impiegandolo in caso di infiammazione delle vie respiratorie (dal
raffreddore alla bronchite, dalla tonsillite alla laringite), nell'artrosi,
nelle gastriti e ulcere gastriche e duodenali, in caso di coliti
e coliti ulcerose, nelle stanchezze eccessive, contro l'acne e
le dermatosi in genere, in caso di insufficienze epatiche e renali,
nella stitichezza.
Contrariamente alle abitudini di molti che, ad esempio, mangiano
la verza rigorosamente cruda ma ritengono un obbrobrio i cavolini
di Bruxelles finemente affettati in insalata mista, tutti i cavoli
sono non solo terapeuticamente validi ma anche più digeribili
se mangiati crudi. Infatti la cottura in acqua disperde molte delle
proprietà benefiche e la frequente associazione con carne
o grassi animali rende questi vegetali veramente indigesti.
È
molto meglio mangiarli come antipasto crudo assieme ad altre verdure.
In alcuni casi (ulcere, coliti, insufficienze epatiche e
renali) è indicato berne anche il succo (almeno due bicchieri
al giorno), diluito, per attenuarne il sapore non gradevolissimo,
con succo di carote e di finocchio.
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Il cavolfiore appartiene alla famiglia delle crucere. Le indicazioni
di questo ortaggio sono così vaste che coprono
letteralmente, tutte le patologie. Può essere usato per
via interna o anche esternamente. L'utilità maggiore l'abbiamo
impiegandolo in caso di infiammazione delle vie respiratorie (dal
raffreddore alla bronchite, dalla tonsillite alla laringite), nell'artrosi,
nelle gastriti e ulcere gastriche e duodenali, in caso di coliti
e coliti ulcerose, nelle stanchezze eccessive, contro l'acne e
le dermatosi in genere, in caso di insufficienze epatiche e renali,
nella stitichezza.
L'acqua di cottura, ricca di zolfo, è ottima per la cura
degli eczemi e delle infiammazioni in genere.
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Esistono la cicoria selvatica e molte altre varietà coltivate:
ralicchio di Verona e di Treviso, indivia, catalogna, scarola,
cicoriaria di Bruxelles...
Sono tutte piante ricche in minerali, con proprietà toniche
e digestive dovute al sapore amaro. Stimolano la secrezione della
bile e l'eliminazione dell'urina e perciò favoriscono la
l'epurazione sanguigna. Per l'azione di stimolo epatico e per apporto
discreto di cellulosa svolgono una efficace azione coadiuvante
nel risolvere la stitichezza.
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Vegetale coltivato in moltissime varietà, costituisce un
ulteriore esempio di come gli ortaggi diano un contributo importante
al funzionamento dell'organismo e al suo benessere al di là dell'apporto
di proteine, grassi e zuccheri. Infatti le calorie di 100 g di
lattuga sono appena 20. Nonostante ciò anche la lattuga
vanta nobili tradizioni sia culinarie che terapeutiche. Il suo
lattice biancastro ha proprietà sedative e calmanti: particolarmente
utile sarà quindi offrire ai bambini irrequieti, nella cena
serale, un bel piattino di lattuga cruda. Agisce inoltre positivamente
sul fegato e sui reni, come d'altra parte tutte le composite, di
cui la lattuga conserva, seppur attenuate, le proprietà.
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Molto vicino alla cipolla, sia come collocazione botanica (appartiene
alla famiglia delle gigliacee), sia come proprietà terapeutiche,
il porro è in genere consumato cotto, specialmente come
ingrediente importante in minestre o zuppe.
Pochi sanno invece che può anche essere consumato crudo,
affettato sottilmente nella solita insalata mista. Anzi, è proprio
così che le sue virtù saranno adeguatamente sfruttate.
Risulta essere un tonico generale, rimineralizzante, antisettico,
antianemico; ma la sua caratteristica principale è quella
di favorire le eliminazioni sia intestinali (per Valnet è una
efficiente "scopa") sia urinarie (è un ottimo
diuretico).
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Ancora una crucifera, di solito mangiata cotta. E un ortaggio
poco considerato, anzi a volte disprezzato. In realtà, come
molte radici, è un buon rivitalizzante, diuretico (indicato
nelle calcolosi renali, nella gotta e nell'obesità), pettorale
(per indicare l'azione benefica in caso di bronchiti, tossi, mal
di gola). Anche la rapa è ancor più salutare se consumata
cruda, assieme ad altri ortaggi.
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Lo scalogno è un parente stretto della cipolla, tanto da
essere considerato il suo sostituto nelle ricette più raffinate.
Infatti lo scalogno non è molto diffuso e viene proposto
nella cucina più attenta ai gusti delicati. Infatti ha un
sapore più deciso della cipolla, ma meno intenso .
È
un vero ricostituente naturale ed è un laboratorio chimico
concentrato in pochi grammi, ricchissimo d'elementi preziosi per
la salute (solfuro di allile, selenio, silicio, Vitamine A e C,
antocianine, flavonoidi).
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Comune sia nella varietà a coste sia in quella a rapa.
Quest'ultima, con caratteristiche organolettiche sue proprie, si
presenta più valida dal punto di vista terapeutico. Il sedano è un
buon tonico generale, rimineralizzante, svolge un'efficace azione
di drenaggio renale, sul fegato e sulle vie respiratorie: si rivelerà utilissimo
quindi in caso di calcoli urinari, obesità, gotta, insufficienze
epatiche (anche con ittero), bronchiti e tracheiti. Per cure intensive è indicata
anche l'assunzione del succo (in particolare, lo ricordiamo, della
varietà a rapa) nella dose di mezzo bicchiere prima dei
due pasti principali.
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È un vegetale certamente sopravvalutato nelle sue qualità rinforzanti,
specialmente quando è consumato cotto. In realtà è proprio
cotto che lo spinacio lascia perplessi: riducendosi di volume con
la cottura, se ne possono consumare grosse quantità senza
accorgersene. Essendo molto ricco di minerali (che non vanno perduti
poichè in genere gli spinaci sono cotti senza acqua) rischia
di appesantire molto la funzione renale: è infatti controindicato
per chi ha sofferto di calcoli renali (specialmente se composti
di ossalato). Il suo utilizzo migliore, proprio per sfruttare al
massimo le sue qualità rimineralizzanti, è quello
di inserire qualche foglia cruda nelle insalate miste.
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È così importante nella terapeutica popolare e
le sue indicazioni coprono un arco così vasto di patologie
che si parla perfino di "tarassacoterapia". Effettivamente
i nostri vecchi, nei campi o nei prati della periferia, quando
questa era più collegata alla campagna che non ora, raccoglievano,
specialmente in primavera, le giovani piante del tarassaco. In
genere venivano poi mangiate cotte, salvo le più piccole
e le più tenere che rinforzavano le prime insalatine della
stagione. Si operava in questo modo un rinnovamento dei fluidi
organici (sangue e linfa) agendo sul fegato e sui reni, in sintonia
con la forza della natura che nello stesso periodo risveglia e
rinnova i fluidi vitali delle piante.
Il tarassaco è in effetti indicato nei casi di congestione
e insufficienza epatica, in caso di calcoli della cistifellea e
del rene, nell'ipercolesterolemia, nella stitichezza (specialmente
se complicata da emorroidi), nelle malattie della pelle (dal semplice
foruncolo agli eczemi più gravi), nelle insufficienze renali,
nell'anemia e nelle stanchezze ad essa collegate e perfino nell'obesità. È veramente
una pianta straordinaria il cui uso va rivalutato, sia cotta che
cruda, cogliendo magari l'occasione per passare all'aria aperta
la prima mezza giornata di primavera.
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Frutto prezioso, solare, ricco in vitamina C ed A, è indicato
a tutti, ma particolarmente nei casi di demineralizzazione, febbre,
ipercolesterolemia, tendenza alle emorragie. È spesso assunto
in succo, utile effettivamente in alcuni casi, ma è molto
meglio mangiarla, masticandola bene.
A qualcuno risulta indigesta: in quel caso si possono consumare
altri agrumi (ad esempio il pompelmo) che hanno caratteristiche
simili.
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Il kiwi svolge un'azione dissetante, rinfrescante, diuretica e
depurativa, è ricco di vitamina C,
importantissima per il potenziamento delle difese immunitarie contro
virus e batteri o agenti chimici.
Il Kiwi ha una elevata quantità di fibra alimentare.
La pectina in esso contenuta crea un appagante senso di sazietà,
contribuisce ad abbassare i livelli di colesterolo nel sangue,
a migliorare il transito del cibo nel tubo intestinale prevenendo
la stipsi, svolge un effetto di controllo sul valore del glucosio
nel sangue (glicemia) programmando un assorbimento intestinale
del glucosio lento e continuo, condizione questa assai vantaggiosa
per chi soffre di diabete.
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È da considerare, sia per le sue innumerevoli proprietà,
sia
per alcune controindicazioni, più un farmaco che un alimento
vero e proprio. Tra la frutta acidula, e tra gli agrumi in particolare, è quello
che presenta in modo più spiccato le caratteristiche di
questi alimenti.
È
dunque battericida, antisettico, antireumatico, antiurico e antigottoso,
antisclerotico (elimina gli indurimenti nel corpo, specialmente
nei vasi sanguigni) antidiabetico, antiputrefattivo, diuretico,
dimagrante, antiacido per la sua particolare ricchezza in acidi
organici, antiemorragico, antidiarroico (ma non provoca mai la
stitichezza), ipotensivo. Il consumo abbondante e giornaliero di
limone è controindicato alle persone magre, poco "materiali",
poco "pesanti". Costoro beneficieranno piuttosto del
pompelmo.
Si consuma sotto forma di succo, preferibilmente al mattino a digiuno,
diluito con acqua o, meglio, con succo di altri agrumi.
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È uno dei tre frutti (assieme al limone e all'uva) usatissimi
nella medicina popolare e tradizionale. Le sue proprietà e
le sue indicazioni sono così vaste e numerose che coprono
praticamente tutto l'arco delle patologie: è veramente un
alimento medicamento universale.
Perfino i macrobiotici, che in genere vedono come il fumo negli
occhi la frutta fresca, la considerano un frutto equilibrato. È indicata
a tutti: dai bambini (è il frutto con cui si inizia lo svezzamento)
agli anziani (è un potente ringiovanente dell'organismo).
Vediamo in estrema sintesi le sue proprietà: fortifica il
sistema nervoso, regola il metabolismo, combatte l'acidità gastrica,
stimola la regolarità della funzione intestinale (è quindi
antidiarroica e lassativa), abbassa il colesterolo nel sangue, è antianemica,
diuretica, elimina gli acidi urici, limita l'ipertensione, coadiuva
il trattamento del diabete (è infatti ipoglicemizzante)
e altro ancora.
La mela è un frutto adattissimo per costituire l'unico
cibo per uno o più giorni (anche una settimana), durante
quali ottenere una sicura azione depurativa dell'organismo. Può essere
usata con estrema tranquillità, anche in dosi molte consistenti
in quanto non dà mai origine a crisi depurative molto energiche
(con orticaria, diarree...) come, ad esempio le fragole, le ciliegie,
gli agrumi o l'uva. La sua azione è potente ma nel contempo
dolce.
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